Payload, ovvero “si, ma lassù che cosa volete fare?”

Ok, ma una volta che siamo a 30 km di altezza, cosa facciamo?

L’ambizioso progetto di lanciare un pallone stratosferico apre il campo a mille possibilità, ed è difficile scegliere cosa è alla nostra portata, tecnologicamente e economicamente.

Ci stiamo ispirando al payload delle missioni che ci hanno dato la spinta per intraprendere questo progetto e abbiamo stabilito una serie di caratteristiche e obiettivi, in ordine di “desiderabilità”, che il nostro payload dovrà avere:

  1. Supporto al tracking (e recupero) del payload- Siamo orientati al tracking tramite GPS e APRS su frequenze radioamatoriali (banda dei 144Mhz)
  2. Raccolta immagini dell’orizzonte, con l’obiettivo di rilevare la curvatura della terra e il “nero” dello spazio, eventualmente georeferenziate.
  3. Raccolta di dati sulla temperatura in funzione dell’altitudine
  4. Raccolta di dati sulla pressione in funzione dell’altitudine
  5. Raccolta di dati sulla radiazione in funzione dell’altitudine
  6. Raccolta immagini del pallone, per verificare le dimensioni in quota (il pallone, lanciato con un diametro di 2 metri, raggiunge i 13)
  7. Registrazione dei “suoni” percepiti dal payload (promesso: non faremo un episodio di Astronauticast  con 2 ore di “vento” da ascoltare, per quanto sarebbe ottimo per l’insonnia! 🙂 )
  8. Trasmissione di immagini in tempo reale o mediante SSTV (in una futura versione del payload)

Il sistema di tracking è pressochè definito, e consterà di un trasmettitore FSK Byonics da 300mW, unito ad un GPS distribuito dalla stessa compagnia. L’indipendenza dal resto del payload permette di avere meno “incertezze” e, anche in caso di guasto del computer ad esempio, possiamo recuperare il nostro hardware.

Per le immagini e il resto stiamo esplorando diverse alternative tecnologiche, tenendo conto di vincoli di peso, di costo, e soprattutto energetici. Anche la scelta del pacco batterie sarà effettuata con i medesimi criteri, e le due cose sono, ovviamente collegate.

Nelle prossime settimane comincerò a fare qualche misurazione di consumo per una scheda madre mini-itx già in nostro possesso, che è una buona candidata per essere il “cervello” del nostro payload. Per i più geek tra di voi, tempo permettendo, documenterò le mie fatiche.

Altre opzioni in considerazione vanno dall’uso di un router wifi con supporto usb, opportunamente modificato per permettere l’esecuzione di codice scritto da noi, a un computer “gumstix” grosso quanto un pacchetto di gomme da masticare.

Qualsiasi suggerimento, riguardo il payload, è bene accetto! Lo spazio per i commenti qui sotto è a vostra disposizione.

Stay tuned, more to come!
Michael Sacchi, pallone gonfiato, payload specialist.

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3 risposte

  1. artemiit ha detto:

    solo un suggerimento . macchina fotografica sensibile all’infrarosso per foto di oggetti celesti . Da quell’altezza dovrebbe essere possibile fare foto del genere

  2. phoenix 1994 ha detto:

    Lo strumento che misura la radiazione come si chiama?
    Secondo sarebbe fantastico poter fare tutte le cose che hai elencato sopra!

  3. michael ha detto:

    Si chiama Contatore Geiger.
    I primi 6 punti verranno realizzati con la prima o la seconda versione del pallone. Il resto, chissà 😉