Il payload biologico di Stratospera-2

Stratospera-2 porterà a bordo, oltre al ricco parco di sensori e  al tubo geger HADARP, anche un piccolo ma prezioso carico pagante biologico.

A bordo troveranno posto infatti una decina di tardigradi, forniti da Francesco Bonomi, e un esperimento preparato dal dott. Luigi Caliendo, medico dell’ASL di Savona, socio ISAA e da anni membro della community di ForumAstronautico, ha curato la selezione di parte di questo materiale e illustra con efficacia le motivazioni e le aspettative legate al volo dei campioni.

Luigi Caliendo ci descrive bene lo scopo del suo contributo:

Il processo che porta all’origine della neoplasia è studiato da decenni, ma solo negli ultimi anni si è compreso che il meccanismo che innesca tale deviazione dalla norma è in un errata riparazione del DNA delle cellule. Scoprire cosa porta e ciò impegna molti ricercatori in tutto il mondo.  Molta importanza è stata data a meccanismi esterni: sostanze che spezzano il DNA e che per qualche motivo non riesce ad essere riparato.

Nello specifico il gruppo di radiazioni ionizzanti presenti fuori dell’atmosfera o negli strati più superficiali della stessa sono un vero e proprio laboratorio di ricerca che la natura ci mette a disposizione per poter eseguire tali indagini, le cui ricadute nella vita quotidiana sono date da terapie sempre più mirate a bloccare i meccanismi alterati che la cellula tumorale ha nel proprio corredo cromosomico.

Primi nel mondo il gruppo di lavoro di Stratospera ha deciso di portare a bordo di un pallone stratosferico camp

ioni biologici opportunamente crioconservati di neoplasia linfatica (linfomi) e di tessuto normale. Lo scopo di tale esperimento consiste nell’osservare se i tessuti in questione subiscano mutazioni genetiche tali da portare allo sviluppo della neoplasia e, esperimento ancor più fine, se il tessuto neoplastico subisce ulteriore mutazione tale da comportare uno differenziamento della neoplasia in oggetto. Il tessuto recuperato dalla missione è confrontato con parte identica conservata a terra presso la struttura complessa di Anatomia Patologica di Savona e le indagini di biologia molecolare indispensabili per poter esaminate il DNA sono frutto di una collaborazione amichevole coll’IST di Genova.

Il payolad biologco conterrà anche un specie di verme, il nematoda, amichevolmente battezzata “Julius-Verme”, già andata in orbita con la sfortunata missione Shuttle STS-107 e sopravvissuta al catastrofico rientro. Lo scopo di tale esperimento è di valutare come l’ambiente estremo possa influenzare le funzioni vitali, biologiche di una specie animale che notoriamente è molto resistente agli ambienti più duri.

Altri payolad biologici sono destinati a successive missioni, embricando così i voli di StratosPera in una multidisciplinarietà che è molto di più di un impegno fa appassionati.

Ringraziamo Luigi Caliendo per l’esauriente spiegazione che ci ha fornito e non vediamo l’ora di discutere con voi di tutti i risultati di questa parte del payload di Stratospera-2.

6 risposte

  1. RikyUnreal ha detto:

    Davvero un’ottima iniziativa del nostro Luigi!

    Per chi ancora nutriva dei dubbi, questo esperimento mette bene in evidenza come StratoSpera-2 sia un laboratorio volante a tutti gli effetti.

  2. Niki Giada ha detto:

    Perchè, qualcuno lo aveva messo in dubbio? 😉

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