StratoSpera 2: dove potrebbe ricadere?

In questi ultimi giorni a ridosso del lancio di StratoSpera-2, fissato tra le 10 e le 12 del prossimo sabato 14 maggio, Francesco Bonomi sta realizzando una continua sorveglianza/previsione del punto di possibile atterraggio del pallone.

Il calcolo è reso possibile da uno specifico software che tiene conto dei venti prevalenti nel periodo e delle previsioni meteorologiche, che col passare dei giorni si fanno via via più precise.

Non sappiamo quanto precise si riveleranno quest’anno le nostre previsioni: nelle condizioni meteo fantastiche dello scorso anno sono state molto accurate, con uno scarto rispetto al punto calcolato di meno di 1,5 km su 60. La perturbazione  in arrivo sul centro-nord sta infatti contribuendo a spostare quotidianamente (e di molto) le previsioni sul presunto punto di atterraggio. Per quanto variabile il “touchdown” dovrebbe avvenire in un’area prevalentemente a nord della città di Arezzo, che ha i suoi “vertici” tra Montalto, Talla, e la località San Zeno nei pressi (in realtà a sud) appunto di Arezzo.

Se abitate da quelle parti, occhi al cielo tra le 11.40 e le 12.30: ecco infatti lo scenario di un possibile lancio, elaborato sulla più recente previsione (ore 13 di oggi).

  • Ore 10.00 – Lancio di StratoSpera 2 da Greve in Chianti – rateo di salita ipotizzato 5 m/s.
  • Ore 11.40 – Scoppio del pallone a quota 30.000 m, approssimativamente sulla verticale di S. Giovanni Valdarno
  • Ore 12.25 – Atterraggio di StratoSpera nei pressi di Talla, nel bel mezzo dell’Appennino – rateo di discesa ipotizzato 5 m/s.

Vorremmo sottolineare che il lancio avverrà solo se le condizioni meteo saranno ritenute idonee: in caso di forte vento, che potrebbe far allontanare troppo il pallone, o di pioggia, che al momento sembra esclusa per sabato, non lanceremo.

Per avere aggiornamenti è bene tenere d’occhio il questo blog, dove comunicheremo tempestivamente un eventuale “SCRUB”, con data di lancio alternativa fissata per sabato 21 maggio.

La gondola con il payload è un cubo avente un lato approssimativamente di 20-25 cm, appeso ad un paracadute di colore rosso. Il pallone è destinato a perdersi in quota e a non ricadere unito al payload.

Se qualcuno dovesse avvistarlo ci avvisi, pubblicheremo al più presto un numero di cellulare apposito! 🙂

4 risposte

  1. claudia ha detto:

    Ciao, complimenti per i vostri lanci!
    Prendendo spunto da questo articolo, vorrei chiedervi un’informazione, come avete gestito la questione di un oggetto che cade dal cielo a 5m/s? nel senso avete fatto delle prove che se colpiva qualcosa/qualcuno non sarebbe successo nulla ?
    E’ una questione che stiamo affrontando e stiamo cercando di capire come ammortizzare il playload. Grazi mille!

  2. marcozambi ha detto:

    Salve, grazie per i complimenti.
    Per gestire la ricaduta lavoriamo di “prevenzione”:
    – La prima cosa che facciamo è segnalare SEMPRE alle autorità aeroportuali i nostri lanci, tramite l’inoltro di un NOTAM. In questo modo i piloti di velivoli che passano in zona sono informati del “passaggio” del nostro pallone. E’ importante farlo SEMPRE.
    – Cerchiamo di prevedere il punto di caduta con software specifici, e lanciamo solo se siamo certi che tale punto sia sufficientemente lontano (almeno 1-2 km) da autostrade e grossi centri abitati. Fino ad oggi il margine di errore è stato di circa 1 km su 60 km di spostamento totale dal punto di lancio. Siamo sempre caduti in campagna/boschi, come previsto.
    – Il carico utile è dotato di un paracadute che ne rallenta notevolmente la velocità di caduta, soprattutto nell’aria densa delle ultime fasi del volo.
    – I 5 m/sec corrispondono a 18 km/h, poca cosa se pensa che il carico utile è praticamente composto al 90% da polistirolo, pesa circa 500 g e misura poco più di 20 cm per lato. Anche se dovesse “colpire” qualcuno non avrebbe abbastanza energia da fare danno.
    – Le schede elettroniche di controllo sono “annegate” in fogli di polistirolo scavati su misura, la forza G subita non ha mai danneggiato nulla. Il punto critico sono le saldature a stagno, che ad un urto più forte potrebbero rompersi, ma basta saldare accuratamente e realizzare un contenitore su misura per evitare problemi.
    – Ad oggi, comunque, non abbiamo trovato un assicuratore capace di valutare il rischio, e visti sia la probabilità di colpire qualcuno in testa e il budget disponibile non ce la siamo sentita di chiamare i LLoyds di Londra. 🙂

  3. Francesco Sacchi ha detto:

    Aggiungo all’ottima risposta di Marco che anche cadendo su auto o tetti di case, con le velocità e masse indicate, non si posso fare danni.

    Per renderti conto del bassissimo rischio tieni inoltre presente che i palloni sonda vengono lanciati giornalmente da varie stazioni meteo in Italia e nel mondo. I payload sono tutti a perdere e molti modelli non hanno nemmeno il paracadute per rallentare la discesa.

    Ciao!

  4. marco ha detto:

    che software utilizzate per prevedere il punto di atterraggio?